Che Cosa Vuol Dire la E Accanto al Segnale

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Una strada che attraversa un paesaggio vuoto e senza alberi, sotto un cielo carico di nuvole.
Il posto classico dove si incontra una E. Succede però sempre più spesso anche in città, e per un motivo diverso.

La E dice che il telefono è agganciato a una rete 2G e passa i dati per EDGE. Apple lo scrive senza giri di parole nel suo elenco dei simboli di stato: EDGE significa che la rete EDGE dell’operatore è disponibile e che l’iPhone può collegarsi a internet. Su Android la stessa lettera vuol dire la stessa cosa.

È il fondo della scala. Vent’anni fa EDGE era la versione veloce dei dati 2G, cioè qualche centinaio di kilobit al secondo nel migliore dei casi e parecchi di meno nella realtà: due ordini di grandezza sotto quello che l’icona 4G, sullo stesso telefono, ti darebbe.

Perché è tornata a farsi vedere

Perché il gradino sotto il 4G non c’è più. In Europa gli operatori hanno finito di spegnere il 3G, e nel Regno Unito lo hanno completato tutte le reti nazionali, con il 2G in fila dietro: gli operatori che coprono circa il 95 per cento dei clienti britannici hanno firmato una carta del governo sullo spegnimento del 2G. L’impegno è annunciare la data con almeno tre anni di anticipo.

Finché non succede, sotto il 4G c’è soltanto il 2G. Un telefono che una volta sarebbe sceso su un 3G comunque utilizzabile adesso scende fino a EDGE, così lo stesso campo debole che prima era lento oggi è quasi inservibile. La lettera non è diventata più frequente: è il salto che rappresenta a essersi allargato.

Le altre cause conviene passarle in rassegna in ordine:

  • 4G debole. Al bordo di una cella, in fondo a un edificio o su un treno, il telefono molla il 4G e si prende quello che resta.
  • Una chiamata in corso su una linea senza il supporto voce moderno, che parcheggia i dati sul 2G finché non riattacchi.
  • Un accordo di roaming che su quella rete non comprende il 4G, cioè il caso della eSIM di viaggio del riquadro qui sopra.
  • Un telefono a cui hai detto di preferire una generazione più bassa, nelle impostazioni di rete oppure per via di un risparmio energetico aggressivo.
  • Un telefono molto vecchio, che il 4G non l’ha mai avuto e che dove il 3G è sparito è ormai un telefono 2G.

Che cosa regge ancora sulla E

Meno di quanto vorresti, e abbastanza da contare in un’emergenza. I messaggi passano. Una email senza allegati arriva. Un’app di pagamento può arrivare in fondo, se hai pazienza. Tutto il resto è una rotella che gira.

  • Le mappe caricano, prima o poi, i riquadri del punto in cui sei fermo, e non ti stanno dietro se ti muovi.
  • Le fotografie non partono, e un telefono che continua a ritentare peggiora tutto il resto.
  • Videochiamate e streaming non cominciano nemmeno, ed è il comportamento giusto, non un guasto.
  • Carte d’imbarco, biglietti e mappe offline sono l’argomento per scaricarli la sera prima.

Piani da confrontare

Prezzi aggiornati dai fornitori che leggiamo. Spazi a pagamento: lo scriviamo perché lo sono.

Le mosse che vale la pena provare

In ordine di quante volte risolvono, e nessuna porta via più di un minuto:

  1. Accendi e spegni la modalità aereo. Costringe il telefono a rifare la scelta della rete, e uno che si era aggrappato al 2G in ascensore torna spesso sul 4G.
  2. Spostati. All’aperto, lontano dai muri spessi, fuori dalla banchina. Non è un consiglio che piaccia a nessuno, ed è ancora il rimedio più affidabile.
  3. Controlla che alla linea sia permesso il 4G nelle sue impostazioni, e spegni il risparmio energetico che sta limitando la radio.
  4. Scegli la rete a mano. Se la selezione automatica ti ha parcheggiato su una rete partner con un accordo magro, sceglierne un’altra può cambiare del tutto la risposta, e un telefono senza dati porta avanti il resto della lista di controllo.
  5. Se insiste in un paese solo e con un piano solo, è il piano. Chiedi al fornitore quali reti include e con quale generazione.

Quello che non serve più è il consiglio che questo articolo dava una volta: impostare il telefono perché preferisca il 3G. Non c’è più niente da preferire. Se vuoi il quadro delle icone che stanno sopra la E, la differenza fra 4G e LTE copre il resto della scala.

Quando la causa è il piano, non il paese

La cosa più utile da sapere prima di comprare dati per un viaggio è su quale rete il piano va davvero in roaming e a che cosa ha diritto una volta lì. Un piano economico con un accordo magro, in un paese dove gli altri operatori sono ottimi, produce esattamente quello di cui parla questo articolo, e sembrerà colpa del paese.

Quindi guarda quello prima del prezzo. Confronta i piani eSIM per la tua destinazione, vedi che cosa ti dà ciascuno una volta sul posto, e tieni la E per i posti che davvero non hanno altro.

Domande frequenti

Che cosa significa il simbolo E accanto al segnale?
Che il telefono sta su una rete 2G e passa i dati per EDGE. È la connessione più lenta che un telefono moderno possa dichiarare, qualche centinaio di kilobit al secondo nel migliore dei casi: per questo le pagine restano appese e i caricamenti non finiscono mai mentre il telefono continua a dirsi collegato.
La E è meglio o peggio del 3G?
Peggio, di parecchio, e il confronto ormai è quasi solo storico. Nel Regno Unito e in buona parte d’Europa il 3G è stato spento del tutto, quindi un telefono che esce dalla copertura 4G atterra dritto sul 2G invece che sul gradino intermedio.
Come faccio a togliere la E e tornare sul 4G?
Spegni e riaccendi la modalità aereo per forzare una nuova scelta della rete, spostati dove la strada verso un’antenna è più libera e controlla che sul telefono niente stia limitando la radio. Se resta sulla E in un paese con un piano mentre un’altra linea nello stesso punto prende il 4G, il limite è il piano.
Perché la mia eSIM di viaggio resta sul 2G?
Di solito perché il suo accordo di roaming con quella rete non comprende il 4G, oppure perché si è agganciata a una rete partner con un accordo magro. I fornitori dichiarano paese per paese quali reti usano: confrontare quell’elenco, e non solo il prezzo, è il modo di evitarlo la volta dopo.

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